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Coronavirus, al vaglio l’App per l’Italia. Ma servirà davvero?

Ne parliamo con Riz Zigliani, Vice-President Uniquon.


Si fa un gran parlare di App anti-coronavirus, quale è la sua opinione?

Mi sembra che ci sia molta confusione e che sia opportuno fare chiarezza. Credo sia necessario dividere nettamente le aree di valutazione. Dal punto di vista della fattibilità tecnologica, oggi è possibile mettere in campo diverse soluzioni performanti, ma la vera criticità è sul piano di opportunità politica, fattibilità giuridica e di sensibilità sociale. E’ su questo piano che esiste una grande confusione, non esiste una chiara definizione degli obiettivi.


In che senso?

Cosa vogliamo ottenere? Una gestione della quarantena dei positivi covid-19? Un monitoraggio del contagio? Una prevenzione sul contagio? E potrei continuare ancora.

Mi rendo conto della difficoltà rispetto ad altri Paesi, soprattutto dell’Estremo Oriente. Ovviamente non spetta a noi dare giudizi di valore, mi limito ad osservare.


Quale è a suo avviso l’aspetto critico?

Il fatto è che qualunque sia l’obiettivo, il gruppo di riferimento deve essere monitorato per intero, avvicinarci molto al 100%, diversamente l’efficacia è praticamente nulla.

Non sta a noi stabilire cosa va fatto, ma certamente qualsiasi soluzione che non sia estesa almeno al 90% non darebbe alcun risultato utile. Come faccio a darle un monitoraggio del contagio se solo il 40% della popolazione viene monitorata? E l’altro 60%?


Ma la tecnologia a che punto è? Serve davvero?

La tecnologia esiste già. Noi come Uniquon abbiamo messo a disposizione delle amministrazioni locali e delle organizzazioni che siano interessate, la nostra Piattaforma ArgoPro che è in grado di monitorare le persone e non solo. Abbiamo diversi dispositivi che risultano utili, ad esempio un piccolo orologio da polso con tecnologia GPS di localizzazione satellitare. Ed anche piccoli dispositivi portatili con tecnologia bluetooth con controllo di entrata/uscita. Al di là delle considerazioni sopra menzionate, ArgoPro potrebbe essere uno strumento efficace per verificare il rispetto della quarantena da parte dei positivi al proprio domicilio. Possiamo anche monitorare gli smartphones, ma qui l’obiezione di fondo è che in un Paese libero, il telefonino posso lasciarlo a casa quando voglio. Quindi la nostra soluzione è una piattaforma di monitoraggio che utilizzando gli smartphones è in grado di mappare la mobilità dei cittadini su base aggregata e anonima. Aggiungo che la Piattaforma è pensata anche come cabina di regìa delle unità di crisi per gestire gli spostamenti di volontari e personale in prima linea sul territorio.


Cosa mi dice della privacy?

La Piattaforma ArgoPro esiste già da tempo. E come tale, è già testata e sicura, oltre ad ottemperare alle attuali norme in materia di privacy e gdpr. Nessun privato entra in possesso dei dati, che vengono semplicemente raccolti e organizzati per conto delle autorità.

I dati gps di geolocalizzazione possono essere usati solo in forma aggregata, per tracciare nuovi possibili focolai oppure in modo mirato su gruppi circoscritti (es. malati a casa).

Se richiesto, l’identità delle persone resta protetta dall’anonimato, grazie al modulo di criptazione double-rachet. In tal caso, nemmeno i nostri operatori potrebbero risalire al singolo utente, che viene identificato con codici o nomi di fantasia, non riconducibili né a numeri telefonici, né email.


L'adozione di sistemi tecnologici da parte degli Enti locali richiederà una preparazione adeguata?

La nostra Piattaforma è facile da utilizzare anche per operatori non esperti. In ogni caso siamo in grado di affiancare gli Enti locali con la nostra Centrale Operativa Argo Assistance h24.

L’insorgere di un allarme, qualsiasi sia la sua natura, viene preso in carico con tempestività e competenza, per garantire la sicurezza delle persone e la continuità dei sistemi tecnologici.

Ciascun allarme/notifica viene elaborato secondo i protocolli pre-stabiliti ed eventualmente re-indirizzato a personale istituzionale o medico. E’ possibile redigere protocolli di assistenza, ad es. la Centrale Operativa può chiamare il paziente e raccogliere dati come la temperatura corporea.



Non vi siete presentati al bando nazionale. Eppure avete tutte le carte in regola. Come mai?

Come le dicevo esiste una grande confusione di fondo sugli obiettivi e sui criteri di valutazione. Siamo già attivi su altri fronti: non solo abbiamo realizzato in tempi record delle customizzazioni di ArgoPro Delivery per supportare importanti players della GDO nella gestione delle consegne alimentari a domicilio, ma sul tema App anti-coronavirus siamo in dirittura di arrivo in altri Paesi. Su questo però non posso dire di più. Non abbiamo voluto disperdere le energie su altri tavoli. Potremmo aver sbagliato, ma non credo.

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